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Grimaldi Napoli cede un’altra posizione e ora si trova al 26° posto nella classifica mondiale del trasporto container stilata a inizio anno dalla società di consulenza Alphaliner. Il gruppo italiano era 24° nel settembre 2007, 25° ad aprile dello scorso anno. Una scivolata simile a quella degli israeliani di Zim, usciti per la prima volta dalla top 15 mondiale e oggi al 17° posto, superati da Hamburg Süd, Yang Ming e Csav.
La graduatoria è guidata, come da tradizione, dai danesi di Maersk, che distanziano nettamente la compagnia numero due al mondo, la svizzera Msc, facendo leva su numeri altisonanti: ovvero una flotta di 540 navi con una capacità complessiva di 2.033.374 teu.
Terza resta un’altra azienda europea, la francese Cma-Cgm. Mentre l’unico sorpasso nella top ten è quello operato dal gruppo di Singapore Apl (473.170 teu) nei confronti dei cinesi di Cscl (446.678). Nel complesso continua ad aumentare il numero di navi a disposizione, oltre 6.000, per una portata complessiva per la prima volta al di sopra dei 13 milioni di teu: cifre che però stonano con la situazione attuale, che vede una drastica riduzione dei traffici.
Interessante sarà a questo punto capire come gli armatori disporranno delle unità in arrivo e perlopiù ordinate nel momento di massima espansione dello shipping, durato fino all’inizio dello scorso anno. Proprio le due maggiori rivali di Maersk, Msc e Cma-Cgm, hanno pronto un piano di espansione - stando ai dati di Alphaliner - in grado di ridurre le distanze nei confronti del competitor danese.
Chi sembra destinato a risalire, confidando in una ripresa dei traffici potrebbero essere proprio la stessa Zim e soprattutto Cosco, che dovrebbe ritrovarsi presto a ridosso delle tre big, sorpassando sia Evergreen (i cui piani non sono ancora chiari agli analisti) sia la compagnia tedesca Hapag-Lloyd.
Curioso è invece il caso della kuwaitiana Uasc, che vede crescere nei cantieri un numero di navi dalla capacità superiore (158.898 teu) rispetto a quella attuale ( 152.618 teu). Difficile però prevedere cosa accadrà, soprattutto a chi - come Uasc - ha inondato di richieste i cantieri: molte infatti sono le compagnie che hanno congelato gli ordini. Altri sono già saltati o salteranno presto. Tra i piccoli operatori c’è anche chi potrebbe scomparire da qui a fine anno, facendo salire la quota di mercato anche di chi in realtà non ha alcuna intenzione di muovere un dito. In attesa del possibile ribaltone post-crisi, per ora a dividersi la fetta più grossa restano prime nove della graduatoria, con oltre il 50% degli spazi container nelle loro mani.
Infine, nel borsino pubblicato da Alphaliner, chi recupera una posizione è un altro nome italiano, Linea Messina: gli armatori genovesi si trovano oggi al 43° posto della graduatori internazionale, con 18 navi a servizio (17 di proprietà e una in affitto), per un totale di 23.377 teu.

(fonte Shipping on line)
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